Produzioni

Le produzioni della POLISTUDIO

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Il costo di ogni singola proiezione di tutti i miei documentari ammonta a 80,00 euro + iva 22%

China Martini, La Malora e il mio gatto (titolo provvisorio)
GINO VOENA – fotografo
Il progetto prevede la realizzazione di un documentario legato ai riti e i costumi, dal dopoguerra fino agli anni '90, di una piccola comunità utilizzando l'archivio fotografico e cinematografico di Gino Voena, storico fotografo di Farigliano. Classe 1928 deceduto nel marzo 2016 a 87 anni. Figura di riferimento nel paese ma non solo. Con la sua macchina fotografica ha raccontato la Bassa Langa per quasi mezzo secolo. Una carriera intrapresa per passione a metà degli anni '60 quando si iscrisse al Circolo Fotografico di Mondovì da amatore; suo compagno di banco è stato Michele Pellegrino, il fotografo delle montagne. La passione divenne mestiere negli Anni '70, quando Gino ha aprì lo studio a Farigliano. E' considerato memoria storica di questa terra perché fotografava tutto ciò che accadeva e ascoltava la voce della sua gente. A completare l'animo del reporter fu anche il suo amore per la letteratura. Aveva documentato l'apertura della nuova biblioteca di Dogliani, voluta da Giulio Einaudi e per alcuni anni fu membro del comitato che la gestiva. Fu anche scrittore-giornalista per lo storico quindicinale d'informazione "Paesi Tuoi". Fondatore e primo segretario della sezione Avis di Farigliano, Presidente della Pro loco, partecipò inoltre per anni alla vita della sezione locale del Partito Socialista Italiano. Le foto e le immagini filmiche girate in 8 e super 8 che Voena mette una accanto all'altra, cucendole insieme con i frammenti di ricordi, quasi a formare un puzzle, rappresentano, infatti, la traccia di un mondo ormai scomparso, colto dallo scatto del fotografo poco prima della sua sparizione. Anche i servizi legati a riti religiosi quali battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali, sono archivio di una memoria antropologica che risale agli anni '70 e '80. In quegli scatti rivivono costumi, riti e luoghi ormai scomparsi: il ristorante Navetto, il gioco dei birilli su terra battuta,i volti nelle feste popolari. Tutto questo prezioso materiale fotografico e filmico è un mondo che consapevolmente e no, Gino a lasciato alla comunità fariglianese e che contribuisce alla memoria del paese. Il titolo è ispirato agli ultimi istanti di vita di Gino, quando espresse il desiderio che, ad accompagnarlo per l'ultimo viaggio, fossero tre elementi poi riposti nella sua bara: la China Martini, il libro di Beppe Fenoglio "La Malora" e la foto del suo gatto.

Per scelta o per destino (titolo provvisorio)
Il lavoro, l'impegno, la vita quotidiana raccontata dalle donne tra guerra e ricostruzione
In un territorio storicamente contrassegnato da un'economia agricola e da una forte impronta cattolica, la condizione femminile è stata in parte raccontata nel volume di Nuto Revelli L'anello forte e dalle immagini fotografiche scattate da Paola Agosti in Immagine del mondo dei vinti (1979), I testimoni (2001) e soprattutto Il destino era già lì (2015), dedicato espressamente ai ritratti delle testimoni di Nuto Revelli.
Nell'opera dello scrittore cuneese per la prima volta voci e storie provenienti dal multiforme universo contadino della provincia di Cuneo sono state ascoltate, raccolte e pubblicate restituendo la dignità spesso negata e il valore fondamentale al ruolo delle donne in seno alla famiglia e alla società. Allo stesso modo, i ritratti di Paola Agosti hanno rivelato, con la potenza delle immagini, ulteriori dettagli di quelle vite.
Dall'avvento del fascismo agli anni Sessanta del Novecento, tuttavia, prima che i movimenti femministi portassero nelle coscienze e nelle piazze la necessità di ridefinire quello stesso ruolo, anche nella provincia cuneese tradizionalista e "bianca" piccoli margini di indipendenza potevano essere ritagliati e conquistati al di fuori degli schemi in cui le esistenze delle donne erano costrette. L'antifascismo in alcuni casi, ma certamente la guerra e la resistenza furono un motore di cambiamento importante portando le donne "fuori" dalle pareti domestiche, investendole di nuove responsabilità e inducendole spesso a compiere scelte inedite, talvolta radicali. La più recente storiografia, superando stereotipi durati decenni, ha ormai riconosciuto la partecipazione delle donne alla guerra partigiana non come semplice "contributo" alla causa, ma suo fondamentale supporto, anche attraverso l'azione concreta.
L'immediato dopoguerra, con il diritto al voto del 1946, mise un ulteriore e fondamentale tassello al processo di parificazione sul piano dei diritti politici.
Nell'Italia della ricostruzione e del boom economico il cambio di mentalità fu lento e i modelli familiari e tradizionali rimasero ben radicati, tanto più in una provincia periferica restia ai cambiamenti di costume.
Ma se il modello della donna sposa-madre-lavoratrice dei campi – quello raccontato da Nuto Revelli – risulta dominante, non mancano, anche in quegli anni di transizione, figure capaci di scegliere per loro stesse un'alternativa di vita. Non ancora supportate da importanti movimenti organizzati, manifestano un desiderio di indipendenza che le allontana dalla famiglia e le porta in direzioni diverse.

PALLA OVALE, Il rugby italiano dal 1928 alla Seconda guerra mondiale (titolo provvisorio)
Le prime squadre di rugby sorgono in Italia fra la fine del 1927 ed il 1928, inizialmente sono limitate alle città del triangolo industriale (Torino, Milano e Genova), a Bologna e alla Capitale, espandendosi successivamente ad altre aree del Nord e Napoli.
Il rugby, sport di contatto, o meglio utilizzando un termine caro al fascismo, sport di combattimento, fu molto apprezzato dalle gerarchie del regime che arrivarono a considerarlo il migliore sport per i giovani e la sua diffusione fu largamente sostenuta nell'ambito universitario (negli anni Trenta, buona parte delle società erano legate ai Gruppi Universitari Fascisti).
Il lavoro si propone di evidenziare ed analizzare le principali linee di sviluppo del rugby in Italia, inserendolo a pieno titolo nel clima di mobilitazione sportiva e sociale voluto dal regime. La finalità di questo documentario è la costruzione di una identità del rugby italiano, noto al grande pubblico solo a partire dal recentissimo ingresso dell'Italia nel torneo delle Sei Nazioni.
La finalità del progetto, articolato nelle due fasi, si esplicano nella conservazione e nella protezione di una memoria preziosa, attraverso il recupero di materiali filmici e fotografici d'archivio (Istituto Luce e archivi privati) e nella raccolta di testimonianze dei protagonisti (Adriano Balbo, Elia Somenzi ed altri). Lo scopo è anche quello di individuare, valorizzare e segnalare eventuali archivi privati che trattano l'argomento.

COMBUSTIBILE UOMO
Gino Valenzano, deportato a Mauthausen e pilota automobilistico.

L'idea di realizzare un documentario su Gino Valenzano ci è venuta dopo aver letto il libro da lui scritto con Franco Torriani : "Combustibile uomo".
Il film – documentario intende infatti raccontare, attraverso un'intervista rilasciata dallo stesso Valenzano, il 14 dicembre 2004, le drammatiche vicende della sua vita, dando certo risalto al periodo della deportazione a Mauthausen, ma prendendo anche in considerazione gli anni compresi fra il 1947 ed 1955 in cui Gino Valenzano, insieme al fratello Piero, diventa uno dei migliori piloti dell'epoca.
Il progetto è dunque quello di narrare il tema della deportazione da un punto di vista del tutto particolare, quello di un uomo che, salvatosi insieme al fratello dal campo di concentramento, dalle fiamme dei forni di Mauthausen, entra dopo la guerra prepotentemente sulla ribalta sportiva del suo tempo e vive in uno scenario completamente diverso.
Aveva iniziato con le piccole cilindrate, poi le granturismo, quindi le sport. Viene presto assunto nelle squadre ufficiali famose ed è in scuderia con Ascari, Villoresi, Taruffi, Fangio, Musso, Castelletti.
Corre su tutti i più prestigiosi circuiti: Seebring, Nűrbűrgring, Reims, Le Mans, Monza.
E' per tre volte campione d'Italia, ma si piazza bene anche nelle gare internazionali come le Mille Miglia.
Tuttavia sarà di lì a breve di nuovo il fuoco a sconvolgere la sua vita.
La seconda fiamma che fa da tragico filo conduttore al film è quella di Le Mans. 1955.



IN VERITA' VI DICO. Archivio memorialistico.
"Il parroco è il pastore della parrocchia affidatagli e sostiene la cura pastorale di tale comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo; compie, al servizio dei fedeli, le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di presbiteri o diaconi e con l'apporto di comunitari laici". (dal Codice di Diritto canonico).

Chi è la persona che vive sotto i paramenti sacri?
Chi sono e che cosa fanno i parroci?
Domande non banali in questi tempi non facili, in cui tutti, per i più vari motivi siamo alla ricerca di chiarezze che spesso mancano.
Papa Francesco si rivolge alla sua Chiesa, talora impaurita, e la invita ad avventurarsi in tutte le periferie, a partire da quelle "esistenziali", che offrono una prospettiva migliore per vedere e capire.
Il Pontefice preferisce una Chiesa incidentata frequentando territori di umanità variegata, ad una Chiesa ingessata che rischia di perdere il contatto con la realtà. Propone uno sguardo dal basso, dunque, dove si respirano il passato, il presente ed il futuro. Traccia un percorso anche innovativo e forse spiazzante, per una Chiesa, nei suoi pastori, essenzializzata, povera, aperta. Ponendosi anche la prospettiva di un ruolo nuovo da riconoscere ed affidare alle donne
Da questi pensieri prende vita il progetto, suddiviso in due fasi di lavoro:
1) l'archiviazione della testimonianza orale dei vari sacerdoti (si prevede di archiviare una cinquantina di testimonianze);
2) la realizzazione di un docu-film attingendo dalle interviste raccolte, con la finalità della divulgazione televisiva, di partecipazione a concorsi cinematografici, di diffusione in abbinamento editoriale al settimanale "L'Unione Monregalese" (e/o eventualmente altri settimanali dello stesso circuito).
La finalità del progetto, articolato nelle due fasi, si prefigge di conservare e proteggere una memoria viva e preziosa affidandola alla macchina da presa, in modo che non vada perduto il valore storico inestimabile di un'esperienza fatta di eventi, sensazioni, sfide e svolte (nella stagione vissuta dai preti nella realtà cuneese, dagli anni '50 ad oggi).
Nello stesso tempo, da questo materiale, che ha come fine di proteggere la memoria affidandola alle generazioni future, si intende realizzare un lungometraggio per narrazione di alcuni passi salienti di ogni intervista, per dare una visione globale della figura del parroco a servizio di una comunità, puntando il focus sull'esperienza personale e i risvolti emotivi di decisioni, ansie, dubbi, gratificazioni, fatiche, conflitti e amarezze affrontati.


SENILITA' (titolo provvisorio)
Il docu-film intende documentare, in forma filmica, l'attività all'interno di una struttura per anziani.
Le relazioni tra gli individui che la abitano e gli aspetti didattici e ricreativi all'interno della struttura abitativa.

A BRACCIA APERTE (titolo provvisorio)
Il progetto prevede la realizzazione di un film-documentario sulla figura di Don Franco Servetto, parroco di Serravalle Langhe per 31 anni.
Nato nel 1923 e deceduto nel 2008, è stato un uomo dotato di grande carisma, prima di essere sacerdote amato da tutta la popolazione.
Il fulcro del film saranno la sua intervista rilasciata l'8 marzo del 2006 e le testimonianze di chi l'ha conosciuto.
 

ANGELO MANZONE (titolo provvisorio)
Artista e cantautore nativo di La Morra, Angelo è stato uno dei personaggi più amati nell'ambito della canzone popolare piemontese.
Il ricordo di famigliari, amici e semplici ammiratori sarà intervallato da interpretazioni musicali dell'attore Luca Occelli nei luoghi che gli furono cari.
 

NEL MIO NOME la deportazione raccontata ai giovani da Ferruccio Maruffi
Il Documentario vuole essere una testimonianza rivolta principalmente ai giovani, nella quale Ferruccio Maruffi, deportato politico a Mauthausen, risponde alle domande poste più frequentemente dai ragazzi quando si affrontano i temi della deportazione.
 

LA MINIERA DI NUCETTO (titolo provvisorio)
Il progetto prevede la realizzazione di un documentario sulla storia della Miniera di Nucetto nel bacino Carbonifico di Bagnasco-Nucetto a quota 535 metri s.l.m.
I primi lavori di ricerca per estrazione del carbone nella zona risalgono al 1838 e la miniera rimase attiva fin dopo la fine della seconda guerra mondiale. E' stata chiusa definitivamente nel 1949.

STORICO

"Documentazione del viaggio a Mostar, in Bosnia, a seguito di una carovana della solidarietà della Caritas (1995)

 

SOCIALE

"Cuneo contro il razzismo" (1991) analisi dei primi flussi migratori in Provincia di Cuneo
"Una mattina mi son svegliato ed ho incontrato l'invasor - Viaggio nel dopo Chernobyl" (1997)
"30 0ttobre 1999 - Novellara per Augusto - Ricordo di Augusto Daolio dei Nomadi", per l'Associazione Augusto per la vita" (1999)
"Diritti in piazza "sciopero generale del 16 aprile 2002
"Italia/Cuneo futuro prossimo" sull'integrazione degli extra - comunitari in Provincia di Cuneo (2003)
"Con gli occhi di un bambino" sull' integrazione sociale e scolastica dei bambini extra - comunitari in Provincia di Cuneo (2006)
"Parlami di te" storie al femminile (2007)

 

ETNOGRAFICO
"Le Parlate di Entraque" (1994)
"Paroldo - C'era una volta un paese" (il Paese raccontato da immagini in super otto) (1998)
"Tanaro - Appunti per una storia" (1999)

     

 

PROMOZIONALE - TURISTICO

"Riserva Naturale e Speciale delle sorgenti del fiume Belbo" (1994)
"Dogliani: storia, paesaggio, cultura, tradizione" (1999)
"Viaggio nell'artigianato cuneese" (1999)
"Farigliano: tra storia e progresso" (2004)

 

LABORATORI

"Belvedere Langhe - Attraverso i ricordi", laboratorio scolastico scuola elementare (1992)
"Fare, riflettere, imparare" con l'Istituto Comprensivo di San Michele Mondovì (2006)
"Stagioni" con la Scuola Elementare di Ceva (2006)

 

Cortometraggi realizzati con il Liceo Arimondi di Savigliano:

"Con gli occhi dell'amore" (1999)
"Dammi mille baci e poi cento" (2002)
"Tutto in una notte …o quasi" (2003)
"May be" (2004)
"Yellow Walking Twin" (2005)
"E adesso chi glielo dice?" (2006)
"Old news, news lies" (2007)
"La partita di Ayoub" (2008)
"Anna e marco" (2009)
"Tutto è ormai per te" (2010)
"Love Two Times" (2011)
"Something About Friendship" (2012)
"Simposhow" (2013)

 

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